Angelo Passamonti tells us, in first person, his concept of being “a number one” that from the traditional golf course on the green led him to the peaks of the Himalayas, for a record-breaking tee shot.

“There are no limits to overcome, but there is always a maximum, to be achieved”.

“Angelo Passamonti: il golf e la montagna visti dall’alto, da numeri uno”

Angelo Passamonti ci racconta, in prima persona, il suo concetto di essere “numero uno” che dal golf tradizionale sul green lo ha portato sulle cime dell’Himalaya, per un tee shot da record..

“Non esistono limiti da superare ma esiste sempre un massimo, da poter raggiungere”.

My story tells about a lover of golf, mountains and of the numbers one, in every field. How did all these passions start? In the ’60s when I was a caddy for Cansiglio vacationers. Thirty years later, in 1992, I was officially a professional: I could play with the numbers one on the main greens of the circuit, finally.

I’ve always wanted to challenge my idols, and I succeeded. However, the number one of the numbers I had to go and look for it.

 

If you like something, watch it, live it and let yourself be inspired by the best.

 

This is the mantra that I have always told myself. And it was in Florida, at Bay Hill, where I saw for the first time, Tiger, the number one ever.

 

Only the talented give you something more, even just looking at them.

 

From then on I followed him (Woods, nda) also in Scotland, to Turnberry and St Andrews: that time when he won 5 hits against Colin Montgomerie. A challenge only for numbers one: like  Messner and Moro in offshore trekking.

La mia storia racconta di un appassionato di golf, della montagna e dei numeri uno, in ogni ambito. Com’è iniziata? Negli anni ‘60 e facevo il caddie per i villeggianti di Cansiglio. Trent’anni più tardi, nel 1992, vestivo i panni del professionista: sui principali green del circuito potevo giocarmela con i numeri uno, finalmente.

Volevo sfidare i miei idoli, e ci sono riuscito. Il numero uno dei numeri uno però sono dovuto andarmelo a cercare.

 

Se ti piace una cosa guardala, vivila e lasciati ispirare dai migliori.

 

È il mantra che mi ripeto da sempre. È in Florida, a Bay Hill, che per la prima volta l’ho visto, Tiger, il numero uno di sempre.

 

Solo i talentuosi ti danno qualcosa in più, anche solo guardandoli.

 

Da lì in poi l’ho seguito (Woods, nda) anche in Scozia, a Turnberry e St Andrews: quella volta in cui vinse di 5 colpi contro Colin Montgomerie. Un’impresa da numeri uno: come quelle di Messner e Moro nel trekking d’altura.

Happiness? It is in being able to achieve the maximum in everything I do and to live with my own eyes the best experiences, in the first person. I have never watched golf on television, because it does not transmit any emotion to me: I played on those fields, in reality they are not as they are represented by camera shots.

 

Basing on the eye and stories written by others does not give you any real emotion.

 

I wanted to be a number one, and I did it. Thus I started to think about the idea of ​​a tee shot on the Himalayan peaks, the number one in the world..

 

..and the Everest is the Tiger Woods of the high altitude trekking.

To be a number one is not necessary to exceed the limit. Motivation, commitment and curiosity are what allow us to accomplish big achievement.

 

“Search for the maximum in everything we do, is what makes us numbers one”, ..

 

… it’s what makes it possible to do great things, believe me: it’s that feeling that makes us undertake the most beautiful adventures, even when we feel the effort or we are about to give up.

 

On the Himalayas I learned not to raise my head to not see the limit represented by the summit. I managed my mind, as we do in golf, trekking and all sports. Self-esteem and self-confidence have had the most expensive price, that of preparation and training, carried out with the utmost tenacity without any certainty of being able to do it.

Always try and make mistakes. Do not be afraid of failures.

 

I can not pretend to reach the maximum without giving my best.

 

I’m training hard. Where will you take me? I want to be in St. Andrews, next August, at the British Senior Open. It’s a number one challenge, but I know I’ll do my best.

La felicità? Sta nel riuscire a raggiungere il massimo in tutto quello che faccio e vivere con i miei occhi le imprese dei migliori, in prima persona. Non ho mai guardato il golf in televisione, perché non mi trasmette nessuna emozione: su quei campi ci ho giocato, nella realtà non sono come vengono rappresentati dalle inquadrature delle telecamere.

 

Basarti sull’occhio e storie scritte da altri non ti dà nessuna vera emozione.

 

Volevo essere un numero uno, e ci sono riuscito. Così è nata l’idea di un tee shot sulle vette numero uno al mondo, quelle dell’Himalaya..

 

..e l’Everest è il Tiger Woods del trekking di altura.

  

 

Per essere numeri uno non serve e non basta superare il limite. Motivazione, impegno e curiosità sono ciò che ci permette di compiere grandi imprese.

 

 “Ricercare il massimo in qualsiasi cosa facciamo è ciò che ci rende numeri uno”,..

 

..è ciò che i permette di compiere grandi imprese, credetemi: è quella sensazione che ci fa intraprendere le più belle avventure, anche quando sentiamo la fatica o stiamo per mollare.

 

Sull’Himalaya ho imparato a non alzare la testa per non vedere il limite rappresentato dalla vetta. Ho gestito la mia mente, come si fa nel golf, nel trekking e in tutti gli sport. L’autostima e la fiducia in se stessi hanno avuto il prezzo più caro, quello della preparazione e dell’allenamento, svolti con la massima tenacia senza alcuna certezza di potercela fare.

 

Provare sempre e sbagliare. Non avere timore dei fallimenti.

 

Non posso pretendere di raggiungere il massimo senza dare il massimo.

 

Mi sto allenando duramente. Dove mi porterà? Voglio essere a St. Andrews, il prossimo agosto, al British Senior Open. È una sfida da numeri uno, ma so che darò il massimo.

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